Cora nel mondo

In America, a fine Ottocento, l’idealismo radicato nel riformismo sociale e nel Movimento Progressista di alcune studentesse e studenti universitari seguaci di John Ruskin, portò alla nascita delle settlement houses, sistema che, in sostanza, consentiva di aiutare i poveri e gli indigenti vivendo con loro e mettendosi al loro servizio.
Il fenomeno si estese a macchia d’olio fatto sta che, nel 1897, varie località degli States contavano 74 settlement houses ; appena tredici anni dopo, le houses salirono a quota 400 circa.
Cora, dunque, prima di sposarsi e trasferirsi in Italia nel 1887, vive questo clima di riformismo cui certamente non si sottrasse.
Nel 1893 Cora torna in America per partecipare alla Grande Esposizione Universale di Chicago. Nello spazio dedicato al nostro Paese, allestisce una mostra presentando una collezione di libri, merletti e ricami italiani antichi che le furono spediti dalla Regina Margherita in persona e da altre nobildonne italiane.
Ma anche oggetti come i puka - sorta di borsetta eseguita con un particolare merletto ad ago – provenienti dal Congo Francese di cui suo cognato, il famoso esploratore italiano naturalizzato francese Pietro Savorgnan di Brazzà, era all’epoca governatore.
Cora, già presidente del Committee on Peace and Arbitration nell’ambito dell’American National Council of Women, grazie agli innati sentimenti di pace e non violenza, nel 1895 divenne presidente dell’Associazione Italiana dell’Impresa Femminile.
Cora, americana di nascita e italiana per matrimonio, viveva tra Brazzà, Roma, New York e New Orleans. Dal 1895 lottò tre anni con successo contro la giustizia americana per salvare dalla sedia elettrica Maria Barbella, una giovane emigrante italiana perché, come annunciato dalla stampa “…non ammetteva che la prima donna sulla sedia elettrica fosse un’italiana”.
Nel 1900 la troviamo in Francia, alla Grande Esposizione di Parigi con una bella esposizione di manufatti prodotti dalle allieve delle numerose scuole italiane che la contessa aveva tenuto a battesimo nel nostro Paese tra Ottocento e Novecento.
Cora fu anche ricevuta da Papa Leone XIII, il quale la incaricò di una missione importante presso il presidente americano Theodore Roosvelt.
Nel 1906, con lo scopo filantropico di aiutare le figlie degli immigrati italiani, nella settlement house di Richmond Hill di New York ad opera di Miss Colgate e Carolina Amari - già membro in Italia del Comitato di Patronato Regionale delle I.F.I. - fu avviata La Scuola D’Industrie Italiane, chiara filiazione delle Industrie Femminili Italiane, citata nell’omonimo catalogo della Grande esposizione di Milano dello stesso anno.

L’intensa attività svolta dalla contessa Cora nel mondo, come quella svolta in Italia, non può esaurirsi con queste poche righe.

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