Note biografiche

Cora Slocomb nacque a New Orleans nel 1860. Intelligente, emancipata e colta, nell’autunno del 1887 sposò a New York il conte Detalmo Savorgnan di Brazzà che aveva appena conosciuto la primavera dello stesso anno a Roma. A dicembre, tornata in Italia, Cora dal castello di Brazzà in comune di Moruzzo, provincia di Udine, dove risiedeva con il marito, non tardò a proseguire freneticamente la sua opera filantropica-imprenditoriale avviata in America.
L’8 settembre 1891, infatti, in occasione della prima Esposizione Agricola Locale di Emulazione fra i Contadini per le Piccole Industrie organizzata in Friuli, Cora istituì presso il castello di Brazzà, il premio sulla “Creatività”, oggi reintrodotto per volontà del pronipote ed erede arch. Roberto Pirzio-Biroli.
Nel 1893 Cora torna in America per partecipare alla Grande Esposizione Universale di Chicago. Nello spazio dedicato al nostro Paese, Cora allestisce una mostra presentando una collezione di libri, merletti e ricami italiani antichi che le furono spediti dalla Regina Margherita in persona e da altre nobildonne italiane.
Nel frattempo, presso il mastio del castello di Brazzà, Cora istituisce la prima scuola-cooperativa femminile rurale di merletti a fuselli.
Nel 1900 la troviamo in Francia, alla Grande Esposizione di Parigi che accolse una bella esposizione di manufatti italiani prodotti dalle allieve delle numerose scuole che la contessa tenne a battesimo dalla fine dell’Ottocento sia in terra Friulana, sia nelle restanti regioni italiane. Tutte nacquero ispirandosi al regolamento e all’organizzazione della prima scuola che Cora fondò a Brazzà. Per quella di S.ta Margherita del Gruagno, a tre chilometri da Brazzà, Cora realizzò una torre neogotica con i mattoni delle vicine fornaci. Seguì poi la scuola di merletti di Fagagna, sempre nel circondario del castello, che mantenne viva l’attività avviata da Cora fino al 1970.
Con il crescere della produzione dei merletti eseguiti dalle allieve sempre più numerose, si presentò la difficoltà di vendere i manufatti: in Friuli mancava un organismo commerciale efficiente, fatto che portò, nel maggio del 1903, alla fondazione a Roma della grande cooperativa de Le Industrie Femminili Italiane, di cui la contessa Cora fu eletta Presidente. La nascita della cooperativa segnò l’apice della sua cosmopolita attività imprenditoriale che si estese anche all’estero.
Cora, con l’istituzione di queste scuole, mirava, appunto, a procurare lavoro alle fanciulle e donne indigenti in un contesto che vedeva incedere l’opera dei grandi opifici con conseguente rischio di sparizione di tutte le peculiari attività donnesche tra cui, il merletto, il ricamo e la tessitura. Anche a New York la Scuola D’Industrie Italiane, chiara filiazione delle I.F.I. italiane, fu fondata con l’aiuto di Miss Colgate e Carolina Amari - già autorevole membro in Italia del Comitato di Patronato Regionale delle I.F.I. - per aiutare le figlie degli immigrati italiani.
Nell’animo di Cora erano fortemente radicati sentimenti di pace e di non violenza, al punto di precipitarsi a New York alla fine dell’Ottocento, per far riaprire gli atti del processo della nostra connazionale Maria Barbella - condannata a morte per aver ucciso colui che da anni la illudeva abusando di lei - salvandola così dalla sedia elettrica.
Cora e Detalmo ebbero un’unica figlia, Idanna, che andò sposa al Generale Giuseppe Pirzio-Biroli. Cora, nelle sue scelte, fu sempre appoggiata dal marito, discendente della nobile famiglia cosmopolita dei Savorgnan storicamente nota per l’impegno a difesa dei diritti delle classi più deboli.
Dopo la lunga malattia che la colpì, Cora si spense a Roma il 24 agosto 1944.

L’intensa attività svolta dalla contessa Cora nota sia in Italia che oltreoceano, sempre pronta ad intervenire a favore delle “classi che stentano”, non può esaurirsi in queste poche righe.

Per ulteriori approfondimenti, invitiamo dunque i lettori a leggere la rivista CORA e a visitare il sito a lei dedicato www.coradibrazza.it